Le difficoltà di ottenere un prestito e le garanzie necessarie

 

Ottenere un prestito personale sta diventando oggigiorno sempre più difficile e complesso per un lavoratore autonomo.

In realtà si sta venendo a creare una situazione che a molti potrebbe sembrare paradossale: le banche, spesso viste come il referente perfetto quando si tratta di ottenere un prestito o di accendere un mutuo, vengono meno proprio a questa loro funzione principale, tendendo a offrire soldi più facilmente a chi ne ha già e non ne avrebbe reale bisogno e rifiutando molto s

pesso il prestito a chi ne ha davvero la necessità.

Commercianti, artigiani o chi, in generale, appartiene alla categoria dei lavoratori autonomi, possono trovarsi a dover richiedere un prestito che quindi non arriva, vista la difficoltà di dimostrare di avere le garanzie necessarie.

I lavoratori autonomi, pur avendo un lavoro continuativo, non hanno la certezza di un introito costante nel tempo e devono vedersela comunemente con pagamenti diluiti nel tempo o che, a volte, non arrivano affatto.

difficoltà di ottenere un prestitoGli istituti di credito ne sono pienamente consapevoli e pongono a questa categoria dei paletti molto più alti rispetto a quelli previsti per un lavoratore a tempo indeterminato, richiedendo garanzie spesso impossibili da soddisfare.

In mancanza della busta paga, si richiede generalmente l’ipoteca su un immobile e non tutti, soprattutto di questi tempi, hanno la fortuna di possederne uno.

Si deve allora fare affidamento a una persona che garantisca per noi, il garante, ma anche in questo caso trovare tale figura non è affatto facile.

Bisogna in definitiva dimostrare di possedere un requisito fondamentale, la “capacità di rimborso”. L’erogazione di un prestito personale viene rifiutata quando la documentazione presentata (la dichiarazione dei redditi del richiedente o del garante) evidenzi una “capacità di rimborso” non sufficiente.

Non solo: il prestito viene rifiutato anche nel caso il richiedente abbia in attivo altri contratti di finanziamento tali da impegnare oltre un terzo del suo reddito.

Si viene a creare una situazione paradossale in cui ha più possibilità di ottenere un prestito un pensionato, anche se per somme non altissime, rispetto a un libero professionista che necessita di denaro per la sua attività.

La pensione mensile è una garanzia molto più forte, soprattutto grazie alla formula della cessione del quinto, usata nella stragrande maggioranza dei casi quando si tratta di stipulare  un contratto di finanziamento per un pensionato.

Un lavoratore autonomo non ha tali possibilità.

Gli appartenenti a tale categoria devono vedersela giornalmente con la crisi dei consumi delle famiglie italiane, con i pagamenti in sospeso dei loro clienti, con i creditori e con i debitori, con il risultato, quando ci si presenta in banca, di non poter presentare una documentazione che soddisfi le esigenze, spesso troppo alte, dell’ente di credito.

Quei “paletti” troppo alti di cui si parlava poco fa, quelle garanzie necessarie a dimostrare la propria capacità di rimborso, restano quindi un ostacolo insormontabile per chi ha bisogno di quel prestito per poter salvare la sua azienda in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.

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